Le Atrioi della Valle del Biois

Le Atrioi della Valle del Biois
Febbraio 14, 2022 hypertesto

Un tempo, nella vallata era forte la fede religiosa in ogni famiglia.

Accadeva dunque che, in quasi tutte le frazioni gli abitanti, oltre a richiedere il dipinto di una santo per invocare la sua protezione contro pestilenze, malattie e calamità naturali, costruissero, generalmente sui crocevia dei sentieri dei capitelli dedicati ai Santi o alla Madonna per rendere un particolare posto un luogo dove poter recitare una preghiera di ringraziamento.

La presenza di questi capitelli o crocefissi la si può visitare tutt’ora nei tanti luoghi, dove volontari, ancora oggi, restaurano e sistemano gli eventuali danni dati dall’usura del tempo e del clima.

Anche i dipinti sono ancora ben visibili nelle tante frazioni (molti dei quali risalgono al 1600-1800) in particolare nei comuni di Vallada e Canale D’Agordo, dove negli scorsi anni c’è stata un opera di recupero, con la realizzazione di un percorso a tema “la valle coi santi alle finestre”.

A Canale d’Agordo ci sono 31 dipinti, tra cui quello che appare sulla parete della famosa quanto antica Casa delle Regole e nelle sue frazioni di Feder, Carfon, Fregona e Gares altri 13.

A Vallada Agordina ce ne sono 15 ai quali vanno aggiunti quelli della chiesetta di San Simon, all’interno della quale si trovano gli affreschi risalenti al 1500 di Paris Bordone.

Oggi sulle abitazioni recenti si possono ammirare anche le opere dell’artista locale Dunio Piccolin, di Falcade, che grazie ad uno stile quasi fiabesco e all’utilizzo di colori molto caldi e dai toni pastello, ha ripreso questa antica tradizione, abbellendo le facciate delle case con i suoi dipinti dedicati ai santi richiesti dai proprietari, per voti, protezione o come ringraziamento oppure disegnando vecchie tradizioni. Alcune delle sue opere si possono ammirare sulle mura della scuola elementare di Vallada Agordina, che racchiudono ognuna, un significato di tradizioni passate degli abitanti valledesi.

A Canale d’Agordo invece, si possono vedere gli affreschi di un altro artista locale, molto conosciuto ed apprezzato, Giuliano de Rocco, con uno stile unico che rende le sue opere inconfondibili e che rende le vie del paese ancora più caratteristiche.

TRIOI DI FALCADE:

-Triol dele Coste

La triol delle Coste è un grazioso capitello immerso nel silenzio del bosco.

Si trova a metà strada del sentiero che dall’omonima frazione porta al paese di Somor.

Sotto il piccolo altare si trova il quaderno su cui è usanza firmare e lasciare un breve messaggio o una preghiera.

La sua presenza si dice possa risalire al dopoguerra.

Venne deciso di costruirlo per ricordare le tante persone che passavano lungo il sentiero per emigrare, o per fuggire dalla mano nemica nel secondo conflitto mondiale.

Un ricordo va fatto ai superstiti della piccola frazione di Somor, quando, il giorno dopo l’alluvione del novembre ‘66, che distrusse completamente il paese, dovettero percorrere proprio il sentiero per scendere nel paese e trovare ospitalità da parte dei paesani di Falcade, perché le altre vie erano completamente impraticabili.

Purtoppo, insieme al corteo vennero anche trasportate in spalla le bare di alcune delle vittime.

Oggi è un percorso molto apprezzato, facilmente percorribile da famiglie con bambini, da anziani, e da pochi anni percorso anche da montain bike ed e-bike.

Va sottolineata la grande dedizione con cui il sentiero viene curato, da volontari del paese, che nel tempo libero cercano di renderlo praticabile tutto il periodo dell’anno. Inoltre, con grande fatica sistemano la strada che molto spesso, soprattutto dopo l’alluvione che nel 2018 ha provocato ingenti danni in tutto l’Agordino, con neve, pioggia o vento, è interessata da smottamenti e schianti di alberi.

-La Madona del scudelin

La Madona del Scudelin è un capitello costruito da un abitante del posto che ha voluto dedicare tale opera alla madre e in generale a tutte le donne della montagna. È situato sopra le sponde del torrente Gavon, in prossimità del ponte che da Marmolada porta a Valt.

È stato benedetto nel 2002 dall’allora parroco Don Bruno De Lazzer.

Vi è un bassorilievo fatto da Anna Marmolada, figlia del realizzatore del capitello, che realizzò la Madonna anziché con il classico velo con cui è sempre stata raffigurata, con il fazzoletto, proprio come lo indossavano le donne di montagna un tempo, per proteggersi dal sole.

Ormai questo luogo è diventato mèta di passaggio per i tanti paesani e per i turisti che vogliono recitare una preghiera alla Madonna.

Si può raggiungere con estrema facilità sia dalla frazione di Marmolada che da Falcade salendo per via Trieste, lungo la strada che porta al paese di Valt, poco prima si svolta a destra e ci si trova davanti la strada che in pochi metri porta al capitello.

-La triol de Cajada

Nell’agosto del 2018 proprio in concomitanza con la ricorrenza della festa della Madonna della Neve, venne inaugurato un altro capitello in località Cajada.

Il sacello religioso è dedicato proprio alla Santa Madre ed è collocato su di un crocevia dove il sentiero si divide per andare a Colmean oppure a Sappade.

Le opere d’arte presenti sul capitello sono opera dello scultore pittore locale Augusto Murer.

È raggiungibile dal piccolo paesino di Tegosa (sotto Feder), si passa davanti ad un altra chiesetta costruita proprio per la frazione, si prosegue per all’incirca un chilometro e lo si raggiunge.

Da qui appunto vi è la possibilità di proseguire salendo la strada sterrata che costeggia il torrente e che porta in poco più di mezz’ora a Colmean, oppure si può svoltare a sinistra ed imboccare il sentiero che porta al paese di Sappade.

Sentiero non troppo faticoso, che d’apprima porta all’abitato di Tabiadon per poi proseguire fino alla frazione.

-La triol de Sant’Antone

Partendo da Caviola si può salire alla chiesetta della Beata Vergine della Salute, si prosegue poi lungo il sentiero che sale verso il bosco.

Imboccato ques’ultimo, in poco più di mezz’ora si raggiunge un grazioso capitello immerso nel verde.

Fu fatto edificare da una signora nel 1860, per una profonda devozione, nel 1955 venne restaurato da abitanti del posto e le spese vennero sostenute interamente da un turista che era solito passare le vacanze nella valle.

Purtoppo negli anni novanta, per opera di ignoti, venne distrutta la porta del capitello e la statua di San Antonio venne fatta sparire.

Prontamente sostituita, nel 2007 ebbe ulteriori opere di restauro da parte del gruppo Alpini Cime d’Auta di Caviola.

Proseguendo lungo il sentiero si ha la possibilità di sbucare sulla strada che porta a Sappade.

Percorso non troppo impegnativo anche se in salita, ma dove ci si può gustare la pace e la tranquillità nel mezzo del bosco.

La chiesa di San Romedio a Ganz

Nella frazione di Ganz, piccolo abitato sopra Falcade Alto si può ammirare la vecchia chiesetta edificata molti anni orsono.

Nel 1873 il parroco di allora volle sapere il motivo per cui tale chiesetta era dedicata a San Romedio e scoprì che il santo eremita morì proprio nella zona.

Successivamente ci furono molti pellegrini che andarono a visitare il santuario e chiedere aiuto e protezione.

Verso il 1887 venne restaurata e benedetta.

Nel corso degli anni furono fatti ulteriori lavori di restauro.

Il Santo viene festeggiato il 15 gennaio.

TRIOI DI CANALE D’AGORDO

-La triol del Langià

Si parcheggia la macchina sul parcheggio antistante il cimitero e si prosegue a piedi attraversando il ponte sopra il torrente Liera e dirigendosi verso il vecchio parco giochi. Una volta giunti in prossimità di un bivio si prosegue sempre dritto lungo il sentiero che in pochi minuti porta al capitello che si trova in mezzo ad una radura. Da qui si può proseguire scendendo fino a raggiungere la fonte dell’acqua Benedetta.

Si può scegliere di fare il giro ad anello svoltando a sinistra in direzione ovest, costeggiando il torrente Biois. Si giunge al ponte presso la confluenza dei due torrenti e si rientra in paese dove in poco tempo si ritorna al punto di partenza.

Giro facile e molto rilassante.

Circa un’ora e mezza di camminata.

-Il giardino della Memoria

A fianco alla Casa delle Regole, è stato allestito un vero e proprio percorso in memoria dei tanti soldati italiani, molti originari del posto, che hanno perso la vita nella campagna di Russia, sul fiume Don nel 1944.

Grazie a Giovanni Fontanive che ha ideato e concretizzato questo luogo di memoria, tutti gli ospiti possono recarvi con ingresso gratuito tutto il tempo dell’anno.

La chiesetta del Redentore

A Feder di Canale d’Agordo, sulla piazza vi è una piccola chiesetta dedicata al Santo Redentore.

Aperta in alcuni periodi dell’anno, nei mesi estivi in particolar modo, è ricordata per essere la chiesa in cui è stata celebrata la prima messa dell’allora Don Albino Luciani, che sarebbe poi diventato Papa Giovanni Paolo I.

CHIESETTE DI VALLADA AGORDINA

– Chiesetta di San Simon

La presenza della chiesetta di San Simon risale al lontano 1185.

Costruita nel mezzo di un fitto bosco, sul colle del Celentone, è stata dichiarata Monumento Nazionale Italiano per la sua rilevanza storica e culturale.

La si può visitare prendendo la stretta strada asfaltata, che sale da Sachet, e in alcuni periodi dell’anno la si può visitare anche all’interno.

Mèta di tanti credenti che negli anni che furono, visitavano questo posto per ricevere indulgenze e per protezione.

All’interno si possono ammirare gli affreschi dell’artista Paris Bordone, che fu allievo di Tiziano.

-L’oratorio dei battuti

L’antichissimo oratorio dei Battuti si trova nelle immediate vicinanze della chiesa di San Simon.

Sull’esterno ha un antico affresco, era sede di gruppi di paesani laici profondamente credenti facente parte di gruppi religiosi che periodicamente si radunavano proprio in questo edificio.

Nell’epoca del Medioevo fu luogo di accoglienza per i senzatetto e per i viandanti alla ricerca di un momentaneo riparo.

È cominciata da poco l’opera di recupero di tale costruzione ricca di storia passata.

Chiesetta di San Rocco

La chiesetta di San Rocco è un’altro edificio religioso di estremo interesse storico e culturale di Vallada Agordina.

Costruzione risalente al 1564 da abitanti del paese dedicata alla Maria Vergine e San Rocco per invocare protezione contro le pestilenze che colpirono duramente anche Vallada.

Di quello che era la chiesa antica, ora rimane il coro, ossia l’attuale sagrestia interamente affrescata.

È visitabile tutto il periodo estivo e si trova nella frazione di Celat.

Le antiche opere pittoriche murali a tema religioso sulle facciate delle antiche abitazioni delle frazioni di Vallada e di Canale d’Agordo, alcune risalenti addirittura al XVII Secolo, sono racchiuse in un percorso mappato dalla Regione Veneto e segnalato sia in loco con opportuni pannelli informativi (che per Vallada si trova nei pressi della piazzetta di Andrich).