Malga Bosch Brusà

Malga Bosch Brusà
Febbraio 12, 2022 hypertesto

Tempo di percorrenza: 1h e 30

Difficoltà: facile

La malga Bosch Brusà (1867 m) è situata in un contesto naturale di straordinaria bellezza.

Grazie all’anfiteatro naturale che ci si trova davanti una volta raggiunta la malga, questo posto è uno dei più panoramici ed interessanti dal punto di vista geologico dei d’intorni.

La peculiarità di questo ambiente è l’evidente stratificazione delle rocce presenti verso Col Becher (2444 m) e verso il passo di Forca Rossa (2598 m),  grazie ad un’antica frana che staccandosi ha messo in evidenza la morfologia del territorio e evidenziando la particolare colorazione rosa delle rocce e dei periodi storici passati.

Il sentiero per arrivare al Bosch Brusà si imbocca dal piazzale delle Barezze, vicino alla frazione di Sappade, piccola frazione sopra Caviola.

Si attraversa il ponte che sovrasta la straordinaria cascata delle Barezze, altro punto di estremo interesse geologico e naturalistico, e si parte in salita per la strada forestale n.631, che inizia subito con una bella pendenza.

A circa metà del percorso, si può riprendere un po’ di fiato grazie ad un breve tratto pianeggiante dal quale si può ammirare sempre più vicino l’imponente Sass della Palazza (2214 m) e dall’altra parte vedere avvicinarsi le ripidi pendici del Col Becher.

Si inizia di nuovo a salire tramite il sentiero che si fa più stretto e procede a tornanti, attraverso tratti immersi nel fitto bosco e tratti in mezzo a pini mughi e folta vegetazione.

Ci si accorge di essere in prossimità dell’arrivo quando, ci si imbatte in un recinto, oltrepassandolo è obbligatoria una sosta per guardare il panorama che si ha di fronte verso le tre cime del Focobon, Cima Pape e lo spigolo nord del monte Agner e in fondo una parte della valle del Biois. In questo punto è anche presente una tabella illustrativa e descrittiva, facente parte delle 17 tappe del percorso geologico, redatta da un noto geologo del posto, sig. Fenti Vittorio, che con dovizia di particolari descrive la morfologia delle rocce e dell’ambiente circostante.

Si percorrono gli ultimi metri e finalmente il panorama si apre in tutta la sua straordinaria bellezza.

L’arrivo alla malga coincide con l’ultima tappa, del già nominato sentiero geologico.

In estate sui verdi prati circostanti pascolano le mucche portate in alto per la buona stagione. In autunno la colorazione è estremamente caratteristica grazie alla numerosa presenza di larici che diventano di un arancione acceso. Mentre a primavera i prati si colorano di tante sfumature di fiori, di specie anche protette, come il coloratissimo rododendro che appena sopra la malga tappezza il terreno.

Negli ultimi anni la malga non è aperta al pubblico per lavori di ristrutturazione, ma vale la pena salire lo stesso perché la fatica paga la vista.

Il percorso non comporta alcun tipo di pericolo, ma richiede un minimo di preparazione fisica per la pendenza del sentiero.

Si raccomanda comunque di avere sempre degli accorgimenti qualunque sia il tipo di percorso scelto:

-avere un adeguato abbigliamento con scarponcini e pantaloni lunghi.

-controllare sempre le condizioni metereologiche. In montagna il tempo cambia repentinamente, per cui è sempre di buona regola accertarsi che non vi siano precipitazioni imminenti.

-studiare bene il percorso in anticipo scegliendo l’itinerario in base alle proprie capacità fisiche.

-porgere attenzione a dove ci si siede, in particolar modo su pietraie, fonti d’acqua o posti molto soleggiati, cercare di battere i piedi per terra per scacciare eventualmente vipere.

-fare molta attenzione una volta raggiunta una determinata quota sotto le cime, alla caduta di sassi che possono essere fatti cadere involontariamente dal passaggio di altre persone oppure molto più facilmente dagli animali.

-nel periodo invernale portare sempre appresso un paio di ramponcini indispensabili per non scivolare e informarsi sempre se i sentieri sono battuti e percorribili e lontani dal rischio valanghe.

-portare acqua e coprirsi la testa dal sole battente. In quota i raggi sono molto forti e si rischia facilmente di incappare in colpi di calore.

-portare sempre a valle i rifiuti.