Le frazioni della Valle del Biois

Le frazioni della Valle del Biois
Febbraio 7, 2022 hypertesto

LE FRAZIONI DELLA VALLE DEL BIOIS

La Valle del Biois si trova nell’alto Agordino.

Considerata una delle più belle valli dolomitiche, situata in posizione centrale fra la Marmolada ( mt.3343), Civetta (mt.3220) e le Pale di San Martino (3192) e le cime dell’Auta. Si estende per 20 chilometri dal Passo San Pellegrino fino a Cencenighe Agordino.

È cosi chiamata per il fiume che l’attraversa, il Biois, che sorge dalle cime del Focobon e che sfocia nel vicino Cordevole che scorre lungo l’omonima valle.

È formata da numerose frazioni ed è divisa in tre comuni: Falcade, Canale D’Agordo e Vallada Agordina.

Conta all’incirca duemila abitanti.

Caratteristica della valle è la presenza di innumerevoli affreschi di santi, dipinti sulle mura delle case, risalenti ai secoli scorsi, a testimonianza della forte fede religiosa che accomunava tutta la popolazione, che con l’affresco chiedeva protezione contro le epidemie, la fame, il fuoco e l’acqua che tanto spaventavano.

Da qui la valle è conosciuta anche come LA VALLE COI SANTI ALLE FINESTRE (da cui prende il nome anche un bellissimo libro scritto da Enzo Demattè.)

Altra caratteristica molto evidente è la presenza di numerosi fienili in legno, dove in passato veniva tenuto il bestiame che permetteva la sopravvivenza e dove veniva messo il fieno ad essiccare durante la buona stagione. Alcuni negli anni sono stati ristrutturati e divenute abitazioni, mentre altri si possono ancora vedere nel loro naturale stato, soprattutto nelle alte frazioni.

FALCADE ALTO

Con i suoi 1297 metri, Falcade Alto, domina l’intera valle del Biois, godendo di un panorama unico.

Da qui infatti si possono ammirare Pelmo e Civetta , Monte Palmina e le tre cime del Focobon e il monte Mulaz.

Spicca immediatamente agli occhi di chi arriva nell’alta frazione la chiesa di San Sebastiano, una delle più antiche chiese del territorio agordino, che contiene ancora al suo interno delle tele antiche e alcune opere artistiche di rilevante interesse. Esternamente si possono ammirare due particolari meridiane solari.

Raggiungibile da Falcade anche a piedi lungo una vecchia mulattiera che da Col de Rif porta a Villotta, piccola frazione di poche case (paese natale dello scultore Dante Moro) molto caratteristica proprio per la presenza di vecchi “tabià” (fienili) e per un meraviglioso paesaggio verso Falcade e la chiesa parrocchiale.

SOMOR

La frazione di Somor (mt.1373) è un piccolo e grazioso borgo sopra Falcade Alto.

E’ tristemente conosciuta per essere la frazione più duramente colpita di tutta Italia, durante l’alluvione del 1966, che provocò 11 vittime, tra cui diversi bambini.

Gode di uno straordinario panorama su Focobon e Mulaz e su tutta la valle del Biois. Da qui si possono prendere diversi itinerari.

Il più conosciuto è il giro delle Coste, che parte proprio a fianco il paese e si snoda per circa due chilometri nel bosco per poi arrivare nel piccolo abitato delle Coste.

Oppure si può salire alla vicina frazione di Costa e procedere verso la Malga ai Lach in circa un’ora e mezza di strada.

MOLINO

Molino di Falcade, deriva dal nome “località con mulino”. Un tempo infatti sorgevano nella piccola frazione diversi mulini che macinavano frumento e orzo lungo i margini del torrente Biois che parte dalle sovrastanti cime del Focobon e che attraversa tutta la valle, per poi congiungersi con il torrente Cordevole a Cencenighe Agordino.

Oggi punto di partenza per la salita alle piste da sci con l’impianto da poco rinnovato che porta in località Le Buse.

Nelle vicinanze degli impianti è presente il museo dello scultore e pittore Augusto Murer, grande artista di fama mondiale.

Il museo visitabile tutto il tempo dell’anno, è diventato anche laboratorio del figlio Franco Murer, noto e apprezzato scultore e pittore.

Da Molino si può partire per diverse escursioni in alta quota. Dalla strada sterrata che costeggia il fiume, vicino al camping Eden si può scegliere se imboccare il sentiero che porta al rifugio Bottari, aperto d’estate, in circa un’ora di strada, oppure percorrere il sentiero che porta a Casera Focobon, piccola baita utilizzata un tempo come ricovero per i pastori che salivano con il bestiame durante la buona stagione. Da qui si può scegliere di proseguire anche al rifugio Mulaz, escursione che implica un buon allenamento ma appagante una volta arrivati alla mèta, oppure salire lungo il sentiero che porta alla forcella della Stia (due ore circa).

FALCADE

Falcade (1100 mt) è il centro più abitato della Valle del Biois.

Il suo nome deriva dal latino “falcare”, ossia falciare, ad indicare un’area ricca di buoni prati da falciare, cosa preziosa, un tempo, per gli abitanti del paese, i quali, durante la buona stagione tagliavano i prati, ed essiccavano il fieno per garantire al bestiame di sopravvivere al lungo inverno, e poter così continuare a produrre latte e formaggio che garantivano una delle uniche forme di guadagno e di sopravvivenza.

Col passare degli anni, Falcade è diventata una rinomata località turistica, molto apprezzata d’inverno con i suoi 6 km di piste da fondo, facilmente raggiungibili al centro del paese, e la rinomata Ski area San Pellegrino-Lusia, con innumerevoli piste di diversa difficoltà e impianti a fune che permettono di poter sciare su tutta l’area senza l’utilizzo di mezzi per spostarsi.

Molto apprezzata anche d’estate, con innumerevoli possibilità di escursioni dalle più semplici a quelle più impegnative. Inoltre molti sentieri possono essere percorsi in mountain bike e e-bike, oltre che la classica pista ciclabile che da Falcade porta fino a Canale D’Agordo.

Incorniciata da alcune delle più belle cime dolomitiche, gode una vista invidiabile su Civetta e Pelmo, Cima Pape, tre cime del Focobon, Mulaz, Col Margherita, Cime D’Auta.

Nella chiesa parrocchiale si può ammirare la via Crucis, opera dello scultore Augusto Murer.

SAPPADE

Sappade (1350 mt.) si trova distesa sotto le cime D’Auta.

Paese molto solatìo, gode di un panorama mozzafiato ammirando il monte Civetta a est e le tre Cime del Focobon e Mulaz di fronte. Alle sue spalle si possono ammirare la cime dell’Auta.

Al centro del paese c’è la chiesa dedicata a Sant’Antonio.

E’ facilmente raggiungibile da Caviola oppure da Falcade salendo dall’abitato di Valt o di Marmolada (altri piccoli borghi della valle).

Da Sappade c’è la possibilità di partire per diverse escursioni di facile-media difficoltà.

Le più conosciute sono: la Chiesetta di Jore, malga Bosch Brusà e Malga ai Lach.

Sopra il paese di Sappade si trova Meneghina, piccolo gruppo di case, da dove si prende la strada per arrivare alla cascata delle Barezze, un gioiello incastonato tra le rocce, cariche di storia geologica.

CAVIOLA

Il paese di Caviola (1090 mt,), è la frazione più grande del comune di Falcade, dopo lo stesso.

Famosa per la presenza della chiesetta della Beata Vergine della Salute, eretta nel 1700 per volere degli abitanti e del giovane parroco di allora, per invocare la protezione della Madonna contro le tante epidemie che colpivano in quegli anni il paese e che mietevano molte vittime, tra le quali anche bambini.

Venne deciso di costruirla proprio sul colle che domina l’intero paese. Nel corso degli anni vennero fatti dei restauri, delle aggiunte, ma la struttura è ancora quella.

Nella chiesa parrocchiale San Pio X invece, si può ammirare il bellissimo Cristo in legno, intagliato dal famoso scultore Dante Moro, artista del luogo. Opera di grandi dimensioni e dal forte impatto visivo in quanto domina l’intero spazio sopra l’altare.

Di fronte la chiesa si nota la statua in bronzo, costruita dal famoso scultore Augusto Murer, dedicata ai partigiani e alla loro resistenza fatta al nemico.

Caviola infatti fu interessata, durante il secondo conflitto mondiale, dal passaggio delle truppe naziste in ritirata, che incendiarono alcune abitazioni del paese e di altre frazioni (Feder, Fregona, Gares). Solo grazie al pronto intervento degli abitanti venne scongiurato il peggio evitando che gli abitati andassero tutti a fuoco.

FEDER

Appartiene al comune di Canale d’Agordo ma si appoggia alla vicina parrocchia di Caviola.

La frazione di Feder (1267 mt) piccolo abitato con un centinaio di abitanti, è partenza di diversi itinerari che portano alle vicine Cime D’Auta.

Presente nel paese un piccolo museo dedicato alla vecchia latteria, con al suo interno le arti del mestiere e con la possibilità di visite guidate da volontari, che con passione, dedicano il loro tempo libero nel raccontare e descrivere questa antica tradizione ormai andata perduta.

Anche Feder durante la II guerra mondiale venne incendiato dalla mano nazista, bruciando diversi fienili, che in quegli anni erano molto numerosi, e che risultavano essere un bene prezioso per le famiglie dove tenevano il bestiame dal quale ricavavano il latte e la carne, e dove mettevano ad essiccare il fieno per sfamare gli animali nella fredda stagione.

Grazie alla prontezza dei pochi uomini presenti in paese (i più giovani erano al fronte) si riuscì a salvare la chiesa, dedicata al Redentore. Chiesa in cui fu celebrata, anni dopo, la prima messa dell’allora Don Albino Luciani, che dopo qualche anno divenne, anche se solo per pochi giorni, papa Giovanni Paolo I.

FREGONA

Fregona (1265 mt) è il paese adiacente Feder.

Posto sotto il comune di Canale d’Agordo, anche Fregona si appoggia alla parrocchia di Caviola.

Presente in paese, come d’altronde in tutte le altre frazioni, una piccola chiesa dove tutt’ora, in alcuni periodi dell’anno viene celebrata la messa.

La frazione è caratterizzata da costruzioni datate, e dalla numerosa presenza di fienili, alcuni ristrutturati da poco.

Dal fondo del paese si può imboccare un tranquillo sentiero che in poco più di mezz’ora porta al paese di Carfon, e che permette di godere la vista su tutta la valle di Gares e su Canale d’Agordo.

Da Fregona si gode una vista su quasi tutta la Valle del Biois, e sulle cime che contornano la valle:

Cime d’Auta, Sass della Palazza, Col Margherita, Mulaz e Focobon, monte Palmina e Cima Pape.

CARFON

Carfon è situato tra Fregona e Vallada Agordina. Appartenente al comune di Canale d’Agordo, è stata la prima frazione a popolarsi grazie ai suoi pendii favorevoli alla coltivazione.

Nel piccolo paese nacque il famoso poeta Valerio Da Pos, le cui poesie vennero apprezzate e conosciute solo dopo la sua morte. Venne sepolto nel cimitero vicino la chiesa di San Simon a Vallada Agordina, e dove tuttora si può vedere una lapide che lo ricorda.

Carfon è raggiungibile anche a piedi da Fregona attraverso un bel sentiero panoramico, per poi eventualmente proseguire e scendere a piedi alla vicina Vallada Agordina, godendosi il panorama e la vista verso la storica chiesetta di San Simon immersa nel bosco e con il Civetta che la sovrasta.

CANALE D’AGORDO

Canale d’Agordo (976 mt.) dista circa cinque chilometri da Falcade.

È tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, per il sacrificio e la resistenza avuta dagli abitanti durante il secondo confitto mondiale contro il nemico nazista.

Si ricorda la strage del 20 e 21 agosto 1944 dove vennero uccisi 39 paesani e date alle fiamme le frazioni di Gares, Feder, Caviola e Fregona.

Un tempo chiamato Forno di Canale.

Si suppone che le sue origini possano risalire già intorno all’anno 1100.

Un tempo ricca era l’attività mineraria grazie alle cave di ferro , piombo e mercurio presenti sulle montagne della valle di Gares. C’era la presenza di fucine per fondere i metalli e, dopo Agordo, era il secondo centro agordino più importante.

Col passare degli anni divenne mèta di passaggio per i tanti escursionisti che scendevano lungo il versante agordino delle Pale di San Martino e cominciò a fiorire il turismo.

Paese natale di Albino Luciani, che venne eletto papa nel 1979 con il nome di papa Giovanni Paolo I, è diventato luogo di pellegrinaggio di tanti fedeli che durante tutto l’anno fanno visita al paese dell’amato Papa.

Da pochi anni è stato terminato il museo in Sua memoria, ricco di storia, di oggetti personali e di testimonianze, e visitabile è anche la casa natale del Santo Padre, dove tutto è stato mantenuto intatto.

Di noto interesse storico è anche LA CASA DELLE REGOLE in piazzetta di Tancon, edificio risalente al 1600, dove, all’epoca si riunivano i capi delle “regole”(Fregona,Feder,Carfon), da qui il nome, per discutere sui problemi legati all’amministrazione dei beni pubblici, per prendere decisioni e discutere sui problemi presenti.

Visitabile durante l’anno anche grazie alle numerose mostre che vengono allestite al suo interno.

Non si può dimenticare di menzionare il GIARDINO DELLA MEMORIA, di fianco alla Casa delle Regole, museo a cielo aperto, che ricorda con un vero e proprio percorso, la campagna di Russia e le vittime e i dispersi della valle.

All’ingresso del paese si trova la chiesa parrocchiale dedicata a San Giovanni Battista, che ogni anno viene festeggiato come Santo patrono del paese il 24 giugno, con l’arrivo delle giostre e l’allestimento di un tendone e della pesca di beneficenza.

GARES

Gares si trova in fondo alla lunga valle (7 km) che porta all’orrido delle Comelle e alle omonime cascate. È sovrastata dal Cimon della Stia e dal gruppo del Lastei (gruppo del Focobon).

Piccolo paese, fondato già in età medioevale, con molta probabilità, per lo sfruttamento economico del bosco.

A differenza delle altre frazioni della valle, venne completamente dato alle fiamme dai nazisti in ritirata nell’agosto del 44. Si salvò soltanto un fienile, mentre la chiesa gravemente danneggiata, venne restaurata nel 1947.

Oggi è partenza di diversi itinerari che portano in alta quota:

-Malga Stia-f.lla Stia circa due ore di cammino, percorso non impegnativo

-Orrido delle Comelle mezza giornata, sentiero a tratti attrezzato che porta sopra le cascate attraverso un canyon molto suggestivo.

-Cascate delle Comelle passeggiata comoda e molto panoramica delle due cascate di Gares

-Malga Campigat un ora di cammino che porta alla baita che si trova tra la valle di Gares e la valle di San Lucano.

L’inverno viene offerta agli appassionati la possibilità di sciare lungo un anello di circa 7 km in un paesaggio quasi fiabesco, attraverso il fitto del bosco, lontano dalla confusione del centro.

VALLADA AGORDINA

Il comune di Vallada Agordina (1036 mt.) è formato da numerose frazioni:

Andrich, Celat, Mas, Cogul, Sachet (sede comunale), Toffol.

Si estende per diversi chilometri e forse, più di tutti ha mantenuto il vecchio aspetto di un tempo, proprio perché, dei tre comuni, è la meno turistica, ma non da meno interessante sia dal punto di vista storico che paesaggistico.

Tra i vecchi rustici si possono ancora vedere i tanti dipinti a sfondo religioso.

In quasi tutte le frazioni è presente la chiesa, ma che spicca tra le tante, c’è la chiesetta di San Simon, costruita nel 1185, immersa in un bosco fitto di abeti e larici che la rendono particolarmente caratteristica. I straordinari dipinti di Paris Bordone al suo interno, fanno di questa piccola chiesa un diamante da custodire con cura.

La si può notare anche dalla strada statale, dove il campanile sbuca con grazia dal fitto del bosco.

Un tempo la popolazione di Vallada era conosciuta per l’abilità nella costruzione di zoccoli in legno (dambre).

È possibile dalla frazione di Toffol prendere la strada che porta a forcella Lagazzon, per poi raggiungere le frazioni di Fregona, Carfon e fare un piacevole anello di circa 6 chilometri.

Altro itinerario molto piacevole, da fare anche in mountain bike, lo si può fare partendo dalla frazione di Cogul e salire verso la forcella di San Tomaso, dove vi è un altare dedicato alla Madona dela forzela eretto dagli alpini nel 2016.

Da qui si può vedere il Civetta e una particolare angolatura delle Cime d’Auta.

Proseguendo per il percorso, si scende e si può arrivare a Celat di San Tomaso, potendo ammirare le sculture fatte nella roccia da diversi artisti nazionali e internazionali, che hanno voluto riprodurre le più famose cime nelle vicinanze tramite la loro abilità di scultori. Questo tratto di sentiero è stato chiamato

il sentiero delle Dolomiti in miniatura” , che nel 2009 sono state riconosciute dall’Unesco PATRIMONIO DELL’UMANITÀ.

Nella frazione di Celat di Vallada, si trova la chiesa di San Rocco, costruita nel settembre del 1564 da un gruppo di famiglie del posto come voto contro la peste, che in quel periodo colpì duramente anche Vallada.

Della antica costruzione oggi rimane il coro (attuale sagrestia), interamente affrescato ricorda le origini della piccola chiesa.

Tra il 1685 e il 1688 vennero fatti lavori di ampliamento e ristrutturazione che portarono la chiesa all’aspetto attuale.

Vi è la possibilità di visitarla nel periodo estivo.